I murales della stazione di Pavona

I murales della stazione di Pavona

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo. Nella stazione di Pavona nel 2016 è stato realizzato il primo progetto di riqualificazione tramite la street art dei Castelli Romani. Un progetto che ha tentato di recuperare attraverso i murales, non solo il tessuto urbano, ma anche il senso civico e il rispetto per i beni comuni, a cominciare dalla stazione.

Le bistrattate stazioni di periferia infatti spesso diventano bersaglio dei vandali e devono resistere a scritte e danneggiamenti di ogni tipo. Attraverso il colore e l’arte si vuole riqualificarle e suscitare emozioni positive nelle persone che ogni giorno vi transitano.

A Pavona, un centro abitato di 13.500 abitanti, suddiviso tra i Comuni di Albano, Castel Gandolfo e Roma, la stazione è stata costruita nel 1902, lungo la linea che da Roma va a Velletri, inaugurata da Papa Pio IX nel 1862, quando attorno c’erano più campi coltivati e pascoli che case. Da centro prettamente agricolo, negli anni ’50 si è sviluppato spontaneamente un vero e proprio paese attorno alla ferrovia, che ora sente il bisogno di qualcosa in cui identificarsi, e l’arte di strada contemporanea può diventare un simbolo.

La novità ha suscitato grande entusiasmo, i cittadini hanno partecipato in maniera attiva: i volontari del Comitato di Quartiere insieme agli scout hanno ripulito le scritte e riparato gli intonaci; i bambini della scuola “A. Gramsci” hanno colorato i muretti con un mosaico; Thomas insieme all’associazione Liberamente si è cimentato con dei murales ispirati ad “Alice nel paese delle meraviglie”. A Pavona troverete anche il primo acquario in una stazione, grazie ad Andrea ed Elisa. Per qualche giorno è diventato un cantiere con una trentina di ragazzi impegnati ad abbellire parapetti e muri grigi, i risultati sono formidabili.

È diventato un progetto di inclusione sociale, per il quale è stata scelta come simbolo una frase di Martin Luther King che rimarrà dipinta sulle pareti della stazione “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.

Oggi è il biglietto da visita che dà il benvenuto a chi arriva a Pavona in treno, una galleria d’arte a cielo aperto con opere di 5 bravi artisti:

  • Krayon, che attraverso dei pixel ha raffigurato una volpe e un cervo in mezzo a delle foglie colorate sull’ex spogliatoio del tronco lavori trasformato in Casa delle Associazioni e sede del MUSAC.
  • Alessandra Carloni, che ha dipinto una nave che fluttua tra le nuvole, salpando dalla stazione di Pavona alla ricerca del riscatto.
  • Diego Poggioni, che ha popolato il sottopasso di supereroi, dall’Uomo Ragno a Batman.
  • Thomas Antinucci che ha reinterpretato il concetto orientale dello yin e dello yang, tramite una rappresentazione colorata a accattivante di vitalità e tristezza.
  • Noa, che ha celebrato il forum per la mobilità sostenibile, ospitato proprio in stazione, con un murales dedicato alla bicicletta, con un bell’esempio di lettering nella scritta Mobility Revolution.

L’intera comunità adesso sente propria la stazione ed è pronta a rispettarla e proteggerla.

Benvenuti a Pavona!

 

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